Concerto
Seregno (MB) – L’Auditorium
LOCATION
l'Auditorium, Piazza Risorgimento, 20831 Seregno (MB)
Data
13 Novembre 2026
Ore
21:00
Coro il Rifugio
La musica tradizionale legata alla montagna non è semplicemente un insieme di melodie, ma il custode millenario di una memoria collettiva. Nata tra le pareti di roccia, nei pascoli isolati e attorno al fuoco dei rifugi, questa tradizione orale ha da sempre il potere di trasformare la fatica in poesia e l’isolamento in comunità.
Se la montagna può isolare, il canto unisce. Non c’è canto di montagna senza convivialità, senza quel calore umano che trasforma un gruppo di viandanti o di cantori in una vera e propria famiglia. Cantare questi canti significa intraprendere un viaggio nel tempo e nello spazio.
Ci invita a rallentare il passo, a guardare verso l’alto e a riscoprire la bellezza di quei valori genuini che, proprio come le montagne, sfidano il tempo e rimangono impressi nella roccia della nostra storia.
I brani che canteremo partiranno dal Gennargentu sardo passando per il Cadore veneto e l’Engiadina svizzera, per terminare nelle montagne Valdostane.
PROGRAMMA
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LUNA
Michele Turnu (1978) -
CANTA LO SCIATORE
Gorni Kramer (1913-1995) -
SUI MONTI DEL CADORE
Virgilio Ripa (1910-1981) -
ADIEU A L'ENGIADINA
Andrea Bezzola (1840-1897) -
MONTAGNES VALDOTAINES
Gianni Malatesta (1926-2021)
Coro A.N.A. Sandro Marelli
I primi brani ricordano la tragica Campagna di Russia dell’inverno 1942-43, quando gli alpini affrontarono il nemico, la fame e il terribile gelo russo.
Ne L’ULTIMA NOTTE rivive la ritirata lungo il Don: un lungo serpente nero di uomini che, nella sterminata steppa innevata, trascina il peso degli zaini e dei compagni caduti, con nel cuore il pensiero della patria lontana.
NIKOLAJEWKA ricorda il 26 gennaio 1943, quando, a 30 gradi sotto zero e dopo giorni di ritirata, gli alpini riuscirono a rompere l’accerchiamento russo, pagando però un prezzo altissimo in morti e feriti.
LE VOCI DI NIKOLAJEWKA, con una sola parola, racconta prima il miraggio della salvezza e poi la disperazione di chi non ce la fa. Un monito sulla crudeltà e disumanità di ogni guerra.
IO RESTO QUI evoca la steppa ricoperta di neve, i corpi dei caduti e il lamento solitario di un soldato, mentre il silenzio avvolge ogni cosa.
RESTERÀ LA LUCE celebra infine l’amicizia, la montagna e i ricordi condivisi: una luce che il tempo non spegne e che, tra emozione e memoria, resterà.
PROGRAMMA
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L'ULTIMA NOTTE
B. De Marzi -
LE VOCI DI NIKOLAJEWKA
B. De Marzi -
IO RESTO QUI
G. Susana -
RESTERA' LA LUCE
G. Susana -
SIGNORE DELLE CIME
B. De Marzi
Coro ALPA
Il canto popolare: radici, memoria e futuro
Il programma racconta l’identità del Coro ALPA di Caravaggio, fondato nel 1984, attraverso un viaggio nelle voci della tradizione alpina e popolare. Dalla preghiera friulana di Ai preât alla fraternità di Amici miei, dal mondo contadino lombardo di Dove te vett, o Mariettina ai canti degli Alpini, il percorso attraversa amore, lavoro, lontananza, nostalgia, amicizia e memoria.
La leggerezza de La vispa Teresa apre al tema della trasmissione alle nuove generazioni, mentre Il Testamento del Capitano richiama la profondità del sacrificio e del ricordo. Un repertorio a voci pari maschili che unisce passato e presente, confermando il canto popolare come patrimonio vivo, capace di parlare ancora al futuro.
PROGRAMMA
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AI PREAT
Luigi Pigarelli -
AMICI MIEI
Marino Paladini -
DOVE TE VETT, O MARIETTINA
Antonio Pedrotti -
E COL CIFOLO DEL VAPORE
Luigi Pigarelli -
SENTI CARA NINETA
Coro Monte Cauriol -
LA VISPA TERESA
Gianni Malatesta -
IL TESTAMENTO DEL CAPITANO
Luigi Pigarelli