Concerto

Seregno (MB) – L’Auditorium

CURRICULUM

Coro il Rifugio

M° Fabio Triulzi

Coro A.n.a. Sandro Marelli

M° Davide Benzoni

Coro ALPA

M° Matteo Cantini

LOCATION

l'Auditorium, Piazza Risorgimento, 20831 Seregno (MB)

Data

13 Novembre 2026

Ore

21:00

Coro il Rifugio

La musica tradizionale legata alla montagna non è semplicemente un insieme di melodie, ma il custode millenario di una memoria collettiva. Nata tra le pareti di roccia, nei pascoli isolati e attorno al fuoco dei rifugi, questa tradizione orale ha da sempre il potere di trasformare la fatica in poesia e l’isolamento in comunità.
Se la montagna può isolare, il canto unisce. Non c’è canto di montagna senza convivialità, senza quel calore umano che trasforma un gruppo di viandanti o di cantori in una vera e propria famiglia. Cantare questi canti significa intraprendere un viaggio nel tempo e nello spazio.
Ci invita a rallentare il passo, a guardare verso l’alto e a riscoprire la bellezza di quei valori genuini che, proprio come le montagne, sfidano il tempo e rimangono impressi nella roccia della nostra storia.
I brani che canteremo partiranno dal Gennargentu sardo passando per il Cadore veneto e l’Engiadina svizzera, per terminare nelle montagne Valdostane.

PROGRAMMA

Coro A.N.A. Sandro Marelli

I primi brani ricordano la tragica Campagna di Russia dell’inverno 1942-43, quando gli alpini affrontarono il nemico, la fame e il terribile gelo russo.
Ne L’ULTIMA NOTTE rivive la ritirata lungo il Don: un lungo serpente nero di uomini che, nella sterminata steppa innevata, trascina il peso degli zaini e dei compagni caduti, con nel cuore il pensiero della patria lontana.
NIKOLAJEWKA ricorda il 26 gennaio 1943, quando, a 30 gradi sotto zero e dopo giorni di ritirata, gli alpini riuscirono a rompere l’accerchiamento russo, pagando però un prezzo altissimo in morti e feriti.
LE VOCI DI NIKOLAJEWKA, con una sola parola, racconta prima il miraggio della salvezza e poi la disperazione di chi non ce la fa. Un monito sulla crudeltà e disumanità di ogni guerra.
IO RESTO QUI evoca la steppa ricoperta di neve, i corpi dei caduti e il lamento solitario di un soldato, mentre il silenzio avvolge ogni cosa.
RESTERÀ LA LUCE celebra infine l’amicizia, la montagna e i ricordi condivisi: una luce che il tempo non spegne e che, tra emozione e memoria, resterà.

PROGRAMMA

Coro ALPA

Il canto popolare: radici, memoria e futuro

Il programma racconta l’identità del Coro ALPA di Caravaggio, fondato nel 1984, attraverso un viaggio nelle voci della tradizione alpina e popolare. Dalla preghiera friulana di Ai preât alla fraternità di Amici miei, dal mondo contadino lombardo di Dove te vett, o Mariettina ai canti degli Alpini, il percorso attraversa amore, lavoro, lontananza, nostalgia, amicizia e memoria.
La leggerezza de La vispa Teresa apre al tema della trasmissione alle nuove generazioni, mentre Il Testamento del Capitano richiama la profondità del sacrificio e del ricordo. Un repertorio a voci pari maschili che unisce passato e presente, confermando il canto popolare come patrimonio vivo, capace di parlare ancora al futuro.

PROGRAMMA